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Spreco alimentare, il ruolo positivo dei Gas

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Il sito dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – pubblica il rapporto “Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturali”.
È ormai evidente che lo spreco alimentare è una determinante chiave, tra le altre, della perdita di biodiversità, dell’accumulo di gas-serra in atmosfera, dello spreco e inquinamento dell’acqua, del suolo e di altre risorse. Sulla base della letteratura e dei dati esistenti, con un’indagine sulle principali esperienze di successo, si fornisce una visione d’insieme dei nessi tra temi ambientali e altri aspetti, quali la sicurezza e la sovranità alimentare, lo sviluppo territoriale, la bioeconomia.
Nel rapporto, il cui testo completo può essere scaricato qui, emerge il ruolo positivo di gruppi come i Gruppi di Acquisto Solidali.

Questo l’abstract redatto da Giulio Vulcano:
Lo spreco alimentare è emerso di recente tra le principali questioni ambientali e socio-economiche che l’umanità si trova ad affrontare. Gli studi sono agli inizi e la condivisione di metodologie di indagine necessita di essere sviluppata. In questo rapporto si passa in rassegna la letteratura internazionale e sono analizzate le connessioni sistemiche più rilevanti con altri temi, per costruire una visione d’insieme socio-ecologica: consumo di suolo, acqua, energia e altre risorse, degrado dell’integrità biologica, cambiamenti climatici, alterazione dei cicli di azoto e fosforo, sicurezza e sovranità alimentare, bioeconomia circolare. Dall’esame dei quadri concettuali esistenti si giunge a proporre una definizione sistemica dello spreco alimentare che comprende elementi fondamentali finora poco considerati. Sono elaborati i dati mondiali, europei e italiani disponibili, evidenziando dimensioni ed effetti critici. Si indagano in dettaglio cause e condizionamenti nei sistemi alimentari. Emergono differenti quantità di spreco in diversi modelli alimentari in base alla loro struttura. Gli sprechi sono molto minori in reti alimentari corte, locali, ecologiche, solidali e di piccola scala rispetto ai sistemi convenzionali. È così necessario spostare l’attenzione dal recupero e riciclo delle eccedenze alla prevenzione per ridurne a monte la formazione, i conseguenti sprechi ed effetti negativi. Numerose proposte di prevenzione sono estesamente trattate e finalizzate a una strategia complessa per garantire resilienza ecologica e sociale e trasformare strutturalmente i sistemi alimentari.

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