BioGold e Acetaia San Matteo, c’è sempre da imparare

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L’abbondanza delle informazioni che circolano ma sopratutto la pubblicità ci fanno credere di sapere tutto su quello che acquistiamo; invece sono solo gli elementi di marketing adottati per trasmettere fiducia verso un certo prodotto.
Se invece si ha la possibilità di conoscere chi produce e chiedergli di dedicarti del tempo per raccontarti come produce, quale è la sua storia, quali le modalità lavorative, si può scoprire l’anima che si nasconde dietro la confezione, l’insieme di componenti che distinguono un prodotto da tutti gli altri.
In questo senso per noi soci del Gas le visite ai produttori sono una opportunità che non può essere separata dal semplice gesto di acquistare, rappresentano un evento che ci permette di condividere il prodotto (e tutto ciò che ci sta dietro) e non solo di comprarlo.

I due incontri di domenica 6 aprile ci hanno permesso di entrare in contatto non solo con i luoghi dove nascono prodotti che acquistiamo o acquisteremo, ma innanzitutto con storie, tradizioni, passioni, speranze, scelte coraggiose, confermandoci nell’orientamento di considerarci non consumatori ma alleati di chi produce in modo responsabile e sostenibile.
Inoltre abbiamo capito la complessità di lavorazioni che seguono procedure in vita da secoli, alle quali l’uso delle moderne tecnologie non toglie originalità ma può garantire meglio chi acquista.
E così, per esempio, i sensi affinatissimi dei battitori che valutano la qualità delle forme di parmigiano se necessario possono oggi valersi dei raggi x. Non solo: prima che il latte diventi formaggio le modalità di gestione della stalla garantiscono alle mucche la massima igiene, spazi appropriati, temperature adeguate e perfino la musica, mentre un sensore fasciato su una zampa informa costantemente dei suoi movimenti, della sua alimentazione e altro, permettendo di intervenire prima che qualche malessere si manifesti evitando così il ricorso ai medicinali.
L’acetaia di Modena ci ha mostrato le differenze tra il balsamico presente sugli scaffali dei supermercati (un prodotto industriale ottenuto velocemente) e quello realizzato attenendosi a un disciplinare secolare e severissimo, mettendo in evidenza una mentalità opposta a quella della produttività esasperata: qui si lavora duramente e con pazienza sapendo che quello che inizi a produrre oggi potrà essere messo sul mercato dopo molti anni. Pertanto questo prodotto vivo e che si trasforma in continuazione richiede attenzioni, cure, pazienza, lentezza.
L’aceto balsamico tradizionale può essere commercializzato solo dopo 25 anni, noi ne abbiamo assaggiato perfino uno che è nato oltre un secolo fa. Due gocce, ma sono bastate.

Biogold, Acetaia San Matteo

 

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2 Comments

  1. È stata una giornata meravigliosa sotto tanti aspetti:
    – ottima organizzazione e partecipazione;
    – incontro di persone splendide che alimentano la nostra fiducia nel genere umano;
    – arricchimento delle nostre conoscenze ed esperienze sensoriali uniche;
    – ottima compagnia e sempre maggiore coesione e intesa di un gruppo di cui sono orgoglioso di esserne il presidente.
    Grazie a tutti di cuore.

  2. Mi unisco anche io ai commenti di Mario.
    E’ stata una giornata molto interessante, piacevole e in bella compagnia.
    Conoscere dal vivo i nostri produttori è stata veramente una bella opportunità e abbiamo avuto la conferma che c’è sempre chi lavora con passione, passione che riesce a trasmettere a chi incontra e che crede in un mondo migliore!
    Abbiamo assaggiato e gustato alcune ottime specialità emiliane e speriamo di avere in futuro altre occasioni come queste..

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